incontro su turismo responsabile a Madrid: com’è andata

Se volessi racchiudere in 2 immagini le sensazioni provate al FITUR, sceglierei innanzitutto il penoso stand dell’ENIT, a mio avviso il più brutto sia per estetica che per qualità di proposte (4 regioni con su materiale posto in modo sgraziato, oltre a uno stand autonomo della Calabria molto più fornito ma quasi tutto in italiano); dall’altro alcuni incontri che si sono svolti in una zona tranquilla, lontana dai padiglioni fieristici, come quello sulle variabili ambientali, sociali e economiche del turismo nel mediterraneo (organizzato da casa Mediterraneo); o il meeting fra operatori spagnoli e colleghi africani, fra vestiti colorati e imitazioni dell’occidental style (organizzato da INVESTOUR); o l’incontro molto partecipato sul turismo responsabile, organizzato da Koan consulting, Ecotumismo e Rutas Pangea.

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Recuerdo de Madrid

Il freddo secco e il caldo della fiducia
I mandarini dell’accoglienza
Las amigas de las amigas di Sara, e la pazienza nel cercar di capirmi
La semplicità dei gesti e dei volti
Las tapas y las cañas
Il labirinto sotterraneo, sempre pieno di gente, di treni, e pure di polizia
Adorabili smorfie, nutrienti sformati.
L’inimitabile stile banalizzante della fiera del turismo
Los indignados, che ora lavorano nei barrios
Le lacrime del Guernica
Affettuose premure e compratori d’oro
Il locale contro la guerra, nel quartiere multiculturale
E il tuo sorriso, canterino

LA NAVIGAZIONE DI AITR

Si è conclusa pochi giorni fa l’assemblea di fine anno dell’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile. Una due giorni partecipata, viva, niente di ingessato; negli ultimi 2 anni ci si è incontrati in vari posti, da luoghi storici di attivismo come Torino e Bologna, a luoghi emergenti come la Sicilia o Roma, segno della voglia di essere presenti in tutto lo stivale e di essere sempre più un riferimento di livello nazionale a tutto tondo.

L’impressione derivatami da questa intensa due giorni, che oltre all’assemblea ha visto altre iniziative importanti che hanno stimolato la presenza della base associativa e anche di molti ospiti, è che negli ultimi 2 anni l’AITR ha imbroccato con convinzione la strada della partecipazione allargata, in cui oltre al direttivo ci sono tanti Tavoli di lavoro che vedono i soci portare avanti in modo volontario tematiche essenziali per far sì che la scuola di pensiero italiana vada avanti cercando di non sbandare, di tenere la barra a dritta pur consapevole, tutto l’equipaggio, che la traversata non è per niente facile e che il mare è agitato.

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“Arrietty” e la forza delle parole

La riflessione su un tema che dovrebbe essere scontato ma non lo è mai abbastanza mi è venuta al termine della proiezione del cineforum del giovedi, nel cinema comunale di Matera.

Serata fredda, pochi spettatori all’ultimo spettacolo ma sentita attesa per “Arrietty” film d’animazione messo in piedi dallo studio Ghibli con regia di Yonebayashi . L’ennesimo capolavoro giapponese, che mescola sapientemente colori pastello a una storia intensa, dettagli minuziosi e personaggi ben tratteggiati.

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ROSSO ROSSO ovvero UN BAMBINO A GENOVA

 Nel treno è buio.

Tante ma tante persone, chi sui sedili e chi in piedi.

Voci su voci.

Un altoparlante ogni tanto dice cose che non capisco.

Treni che vanno, treni che vengono.

Il babbo è qua con me.

Mi dice che sono tutti amici quelli intorno a noi e che ora il nostro treno parte.

Sono contento.

 Andiamo tutti a una manifestazione, più importante delle altre.

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Le presentazioni di “Salvateci dalla Taranta”

“Salvateci dalla taranta”, viaggio fra narrativa e riflessioni sul Salento, le sue feste, il turismo e i cambiamenti in atto  in questo inizio di terzo millennio.

In attesa di esser invitato a presentare il libro da qualche altra parte, dopo le belle esperienze salentine e baresi di questi giorni, ricordo che il libro è acquistabile ordinandolo presso le librerie feltrinelli o online sul sito www.lafeltrinelli.it o www.ilmiolibro.it (prezzi diversi). A Matera si trova presso la libreria dell’arco. In Salento presso la libreria Idrusa di Alessano. A breve anche a Benevento, a Napoli e in varie altre parti del sud Italia. L’elenco sarà aggiornato di continuo.

Buona lettura (indice e introduzione all’interno dell’articolo) mentre il primo capitolo è ancora online a questo link

http://www.premiolacittadeisas​si.it/wp-content/uploads/downl​oads/2011/01/72-SALVATECIDALLA​_TARANTA_capitolo_1.pdf

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Cartoline dalla Sardegna

Attraversare la Sardegna con un mezzo pubblico non è impresa facile, nel senso che ti accorgi di quanto sia grande e mal collegata l’isola. Per i centri maggiori nessun problema, per il resto bisogna adattarsi ad orari pensati prevalentemente per l’utenza scolastica o pendolare, niente di nuovo per chi abita nel meridione d’Italia.

Sarà forse il nostro contributo al concepire lo scorrere del tempo in maniera mediterranea?

Da Cagliari a Sassari è un prevaler di ulivi, altri arbusti presenti non riuscirei a riconoscerli con tanta sicurezza, passandoci in mezzo col treno. Continua a leggere

Di passaggio a… Cagliari

Sono a Cagliari per puro caso.

Devo andare altrove, all’altro capo della Sardegna.

Poi si sa, la vita non scorre lineare e così capita, in questo caso a causa di un volo low coast, di atterrare nel sud dell’isola.

Non so nulla di questa città, non mi sono preparato. Tanto devo ripartire fra poche ore.

Al più un bagno nelle vicinanze, è settembre inoltrato ma fa ancora decisamente caldo.

Vabbé, prima un piccolo giro per le viuzze di Cagliari, sollecitato forse da un libro di Soriga che ho iniziato a leggere in viaggio.

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Intervista di Paolo Calabrò per paginatre

Salvateci dalla Taranta. Intervista a Sergio Fadini

di Paolo Calabrò. 7 settembre 2011

(voce di Luca Grandelis)

Conosco Sergio Fadini da oltre venticinque anni. Siamo stati scout insieme in un difficile quartiere di confine di Napoli e una volta abbiamo girato l’Irpinia a piedi, zaino in spalla, per dieci giorni. Ci sono quelli che si spostano di continuo perché sono incapaci di stare in qualunque luogo; quelli che vanno da una parte all’altra perché non sono mai contenti di niente, perché non hanno nulla da fare o perché si illudono di poter cambiare semplicemente cambiando la loro collocazione geografica. Sergio invece viaggia per amore. Ha vissuto praticamente in tutto il Sud Italia, e ogni volta che si stabiliva in un posto, quella era la sua casa. Lui si innamora delle città, della gente, delle culture; arriva da qualche parte, e non vorrebbe andarsene mai più

Continua a leggere o ad ascoltare suhttp://www.paginatre.it/online/?s=fadini

le prime (gradite) recensioni

dal sito del toruring club

Salento, la musica della rinascita?

Da prospettive diverse due libri raccontano il cambiamento in atto

15/08/2011

Dieci anni fa in Salento si andava solo per il bel mare. Un mare bello come tanti altri al Sud (forse un tantino meglio), un mare che aveva come contorno contadini ospitali che sembravano condurre la stessa vita da secoli, cittadine di spendido passato e prensente incerto, buon cibo e la spontanea ospitalità di chi non è troppo abituato al turismo. Oggi il Salento è diventato il luogo dove andare, quello sulla bocca di tutti, affollato di turisti e di eventi, ricco di festival musicali ed eventi che si rifanno a una qualche forma di tipicità e tradizionali non si sa quanto inventati. Un luogo in bilico, in procinto di diventare l’ennesimo parco divertimenti o di segnare una nuova virtuosa via nel modo di fare turismo e promuove un territorio. Un luogo che stimola riflessioni differenti, tra l’entusiastico e il ragionevolmente preoccupato, o forse sarebbe meglio dire il “dubitativo”. Riflessioni da cui scaturiscono due libri che viene bene leggere in coppia: Salento amore mio, di Pierfrancesco Pacoda, e Salvateci dalla taranta, di Sergio Fadini.

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