Le presentazioni di “Salvateci dalla Taranta”

“Salvateci dalla taranta”, viaggio fra narrativa e riflessioni sul Salento, le sue feste, il turismo e i cambiamenti in atto  in questo inizio di terzo millennio è un libro finito nel 2011 che ha riscosso un successo insperato. Un saggio trasformato in racconto di viaggio, da leggere senza fretta.

Le presentazioni sono terminate e forse un giorno uscirà una nuova edizione. Nel frattempo il libro è acquistabile ordinandolo presso le librerie feltrinelli o online sul sito http://www.lafeltrinelli.it o http://www.ilmiolibro.it (prezzi diversi). A Matera si trova presso la libreria dell’arco. In Salento presso la libreria Idrusa di Alessano.

Buona lettura (indice e introduzione all’interno dell’articolo); il primo capitolo dovrebbe essere ancora online a questo link

http://www.premiolacittadeisas​si.it/wp-content/uploads/downl​oads/2011/01/72-SALVATECIDALLA​_TARANTA_capitolo_1.pdf

INDICE

Introduzione

I – ANTIPASTI

  1. Teatro in piazza ad Alessano. 3
  2. Festa patronale a Castro. 7
  3. Sole, mare, jentu. 11
  4. Le trozzelle a Vaste. 14
  5. Cinema del Reale a Specchia. 17
  6. Festival etnico a Diso. 20
  7. Giorno di festa ad Andrano. 23
  8. Le Notti Bianche salentine. 26

II – PRIMI PIATTI

  1. Lo spostamento dei luoghi. 31
  2. Le date ballerine. 35
  3. Cambiano le modalità organizzative. 38
  4. Riti sentiti e riti dimenticati. 41
  5. Le tradizioni che non vivono più. 45
  6. Cambiano le società, cambiano i riti. 48

III – CONTORNI

  1. Cartoline dalle sagre estive. 53
  2. Cartoline musicali. 57
  3. Cartoline dal passato. 61
  4. Cartoline del turismo salentino. 65
  5. Come vendere le cartoline. 68
  6. Turisti in cerca di cartoline. 72

IV – SECONDI PIATTI

  1. Il Capodanno dei Popoli. 77
  2. I Canti di Passione. 81
  3. Il Salento Negroamaro. 85
  4. La notte della Taranta. 88
  5. I cambiamenti nella tradizione. 92
  6. La festa di san Rocco. 96
  7. Usi e abusi della tradizione. 100

V – DESSERT

  1. Il rapporto fra ospitanti e ospitati. 106
  2. Pro e Contro del turismo in Salento. 109
  3. Turismo salentino e senso di identità. 113
  4. Il ruolo delle comunità locali. 117
  5. Gli altri attori del turismo. 120
  6. Conclusioni. 124

 Ringraziamenti e Bibliografia 127

INTRODUZIONE

 Il libro che avete fra le mani è un viaggio all’interno del turismo salentino, delle sue feste e delle sue sagre, dei suoi riti e dei suoi grandi eventi, con particolare attenzione alle modifiche in atto e al rapporto fra i turisti moderni e le comunità locali.

Un racconto che mescola riflessioni sul turismo a esperienze vissute, scritto con linguaggio semplice, per chi vuole andare in vacanza in Salento come per chi ci lavora, per chi già ci è andato e per chi lo vive tutti i giorni.

“Salvateci dalla Taranta” è un grido d’allarme che si leva per invocare rispetto per questo splendido territorio, dove i numeri delle presenze turistiche iniziano a diventare importanti e bisogna stare attenti a non trasformarlo in uno dei tanti Parchi dei Divertimenti sparsi nel mondo.

 L’idea nasce dalla lettura di un libro di Franco Arminio sull’Irpinia Orientale, in cui lo scrittore ha simbolicamente assegnato il marchio della bandiera bianca ai paesi che si sono arresi, che non hanno più niente da dire, che non sono proponibili agli occhi del turista.

In pratica a paesi che sono a rischio estinzione.

I marchi di certificazione sono in questi anni uno dei principali leitmotiv di cui parlano amministratori e operatori del settore turistico, per cui ho trovato stimolante la provocazione di Arminio, specie confrontando quelle pagine dolorose con l’atmosfera fervida del Salento estivo dove tutto sembra vivo, vitale e si respira aria di rinnovamento.

 Ho deciso dunque di ripercorrere i miei quattro anni di vita salentina, fra il 2005 e il 2008, in cui ho conosciuto questo territorio e le persone che ci vivono, giorno per giorno; ho approfondito la vita della società rurale, sempre più marginalizzata a dispetto delle enormi distese di olivi; condiviso le problematiche quotidiane legate alle improvvise grandinate o all’eccessiva calura; ho lavorato in campagna e conosciuto raccoglitrici di olive che cantano Laura Pausini; percorso piccole stradine immerse nel verde, a piedi o in bici, per poter meglio osservare il territorio ed incontrare chi sta piegato a zappare per ore come chi oramai si è distaccato culturalmente dalla terra; utilizzato per quanto possibile i pochi mezzi pubblici in circolazione; macinato di sera chilometri e chilometri chiuso nella mia scatoletta a quattro ruote, imparando a districarmi fra bizzarri cartelli stradali. Da solo o in compagnia.

Quattro anni in cui mi sono confrontato con gente comune e studiosi, con attori del cambiamento e appassionati che difendono le tradizioni locali, con fautori dell’innovazione e tradizionalisti.

Il tempo giusto per approfondire e confrontare il Salento, la terra che De Martino descrisse così bene e in profondità, con la modernizzazione in atto, gli effetti del turismo, prospettive e rischi.

 E ripensando alle desolanti immagini di altre terre del sud narrate da Franco Arminio, mi sono chiesto: il Salento ha imboccato la strada giusta, o si sta solo creando un grosso Parco dei divertimenti ad uso e consumo dei turisti, cui si può vendere qualsiasi cosa, basta che lo si spacci per “tipico”?

E’ un modello di sviluppo economico da imitare o rappresenta un campanello d’allarme di come siano fragili, oggi, le tradizioni e il senso di comunità?

Fanno bene i nuovi festival a mettere in scena la tradizione musicale pur senza essere legati a quel tipo di vita o la svuotano di significato?

E le sagre odierne rappresentano processi di riappropriazione delle antiche tradizioni culinarie o sono pura e semplice invenzione consumista, senza alcun valido legame con gli usi locali?

Da queste ed altre domande simili sono scaturite queste pagine, questo intenso viaggio all’interno di alcuni eventi salentini estivi, una serie di riflessioni che vi presento come se fosse un pasto completo disponibile in uno dei tanti ristoranti salentini, sfavillanti d’estate ma spesso chiusi d’inverno.

Un viaggio che parte dalla descrizione di piccoli eventi, ognuno dei quali foriero di una riflessione su un tema di attualità; prosegue con un’analisi dei cambiamenti delle feste, per poi passare a una carrellata di immagini e ricordi di musiche e sagre, con riflessioni sull’evoluzione del turismo salentino. Si sofferma l’analisi di alcuni degli eventi principali che si svolgono in Salento, e sul rapporto con la tradizione. E si conclude con alcune riflessioni teoriche ispirate ai moderni studi delle scienze sociali sul turismo.

 Questo libro, sia chiaro, non intende criticare né esaltare i festival, i gruppi o le feste citate, perché ogni evento può migliorare o peggiorare e non avete fra le mani una guida turistica, ma solo impressioni, suggestioni, riflessioni. Così come non troverete tutti gli eventi né quelli più importanti; ho scelto quelli che meglio si adattavano alle esigenze di scaletta.

 Buon appetito.

Sergio Fadini

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3 responses to this post.

  1. Posted by ALESSANDRO on 16 dicembre 2011 at 23:43

    Lo sto leggendo con curiosa avidità. Davvero ottimo Sergio!

    Rispondi

  2. Veramente molto interessante! Leggeremo e diffonderemo, e magari le chiederemo di venire a presentarlo dalle nostre parti (mia sorella ha una libreria ad Alessano, uno dei luoghi citati).

    Rispondi

  3. Complimenti Sergio!

    Rispondi

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