Come scegliere il nome per un bed and breakfast

Quando bisogna aprire un’attività turistica, spesso non si presta molta attenzione al nome da darvi. Il nome ovviamente non è tutto, quel che conta è che il servizio offerto sia giudicato positivamente dai clienti. Ma è anche vero che il nome è una sorta di biglietto da visita, importante come può essere scegliere un buon titolo per un romanzo che si deve pubblicare.

stanza da letto In queste ore mi accingo ad aprire il mio bed and breakfast e mi domando quale possa essere il modo migliore per fare la scelta del nome. Cosa dovrebbe contenere? E se ho dei valori o elementi caratterizzanti, è bene inserirli o mi precludo l’accesso di altri turisti?

In qualsiasi luogo trovi generalmente sempre la stessa tipologia di nomi: quelli che identificano un posto specifico; quelli che si rifanno a un elemento del territorio, un personaggio piuttosto che una caratteristica; quelli generici o poco significativi o quelli che forniscono spunti; e quelli personali, specie nei bed and breakfast.

A Matera, per esempio, vi sono poco più di 70 strutture realmente esistenti, alcune delle quali che non si capisce perché le hanno censite come B&B e non come hotel, ma questa è un’altra (spinosa) storia. Ne troviamo una ventina che hanno optato per un luogo specifico, generalmente l’indirizzo; altre 28 hanno scelto nomi evocativi di Matera, con largo uso del termine “sassi” (8); 6 hanno scelto nomi sostanzialmente neutri; 11 hanno usato nomi propri e solo 9 hanno usato topic di vario tipo, di cui 2 per diffondere il proprio brand già esistente.

foto casa torre42_512x384Prendere spunto dal proprio indirizzo può aiutare a non far perdere le persone, ma mi convince poco, sa di mancanza di fantasia.

Scegliere un elemento caratterizzante del luogo già mi convince di più, ma a costo di non essere troppo generici e usare una sola parola; certo meglio dei personaggi locali, che in quanto tali li si conosce solo in loco e comunque è un’appropriazione a mio avviso in debito di quello che definirei un bene comune in senso immateriale,appartenente a tutti. A meno che non sono proprio un fan e caratterizzo casa come un piccolo museo,e allora passi!

I personali sono carini e conditi da qualche altro elemento, e poi come dice Eliana (che fra un po’aprirà il suo B&B e il nome l’ha già ben pensato)  possono far pensare a case vissute da persone, il che non guasta mica.

Su quelli che danno una caratterizzazione, invece, mi si apre una riflessione più ampia.

Generalmente nel turismo si tende a dare nomi neutri, perché sbilanciarsi DSCN1948_512x384significa rischiare di perdere clientela. Ma c’è anche chi crede in determinati valori e preferisce farlo sapere, specie se il termine è facilmente spendibile sul mercato per via di una sensibilizzazione diffusa. O anche a prescindere, come gli amici dell’osteria Malatesta, che essendo molto caratterizzati al loro interno preferiscono far sapere subito fin dal nome cosa ti devi aspettare. Il che non toglie che specie gli stranieri non conoscendo il nome entrano e poi spesso restano. Si può fare, ovviamente finché economicamente funziona.

I B&B non dovrebbero essere un’attività commerciale, per legge ma soprattutto per concetto. Questo dovrebbe permettere a chiunque di aprire un B&B, dargli un nome che lo caratterizza e invogliare così una clientela già in sintonia col messaggio lanciato, ambientalista o anche musicale, religioso o di qualsiasi altro tipo.

foto casa torre47_384x512 Ma succede rarissimamente, sempre più spesso i B&B nascono come attività commerciale, con la conseguenza che tranne pochi appassionati che riescono a coniugare l’ospitalità con il business, per gli altri l’unico parametro che funziona è quello economico. L’incontro, l’ospitalità, l’accoglienza, valori per cui alcuni popoli saggi hanno parole apposite (vedi ad es. teranga, come giustamente mi ricorda Maria Luisa) finiscono triturate e gettate nel dimenticatoio, usate al più nei siti per battere la concorrenza.

Può essere una soluzione mettere un nome “militante”? (ognuno interpretando tale termine come meglio crede). O non facciamo altro che chiudersi in una nicchia di gente che la pensa come noi, alimentando una riserva tipo indiana che ci può appagare umanamente e magari economicamente, e chi se ne frega del mondo che c’è fuori?

Tecnicamente non è una cattiva idea, ma sarà che vengo da una famiglia di professori, sarà che nel turismo responsabile c’è sempre una sottile vena educativa, sarà che viaggiare per me si accompagna alla speranzosa parola “cambiamento”, fatto sta che ritengo che è bene sapersi fare identificare ma senza eccessi, lasciando la possibilità a tanti altri di volersi affacciare, di prenotare, di entrare e trovare affisse la bandiera dell’acqua bene comune o della pace ben in vista senza per questo dover essere già schierati. Ma neanche troppo contrari.

Forse servirà una via di mezzo… un nome possibilista, che dica e non dica, invogli gli uni e non spaventi gli altri, ma che tenga lontani quelli che proprio non vogliamo in casa nostra… per stare tutti contenti e non dover rinunciare in alla nostra identità. Con un occhio al marketing e tutto il resto posizionato sul cuore.

Largo alla fantasia.

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3 responses to this post.

  1. Posted by Stefania on 10 giugno 2013 at 09:39

    Caro Sergio, io credo molto nei nomi “caratterizzanti”, il turista che ti sceglierà saprà già cosa aspettarsi e poi toccherà a te non deludere l’aspettativa. Se il turismo è, ormai, fatto di nicchie è a queste nicchie che dobbiamo dare risposte e motivazioni di viaggio. Venire a Matera, nel tuo bed&breakfast immagino vorrà dire vivere la città secondo valori che tu condividi e altrettanto i tuoi ospiti. Perché dare un nome generico? Per cercare di raccogliere e accogliere una fetta più ampia? E se questa fetta più ampia non fosse poi contenta? e, le recensioni, si sa, influenzano sempre più la scelta di altri turisti! Mi piace pensare che il nome sia identificativo ed eloquente e raccolga già in esso tutta una storia, tutto un percorso di vita e di viaggio del gestore e di chi ci lavora e che questo/i siano disposti a condividerla con i loro ospiti.

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  2. …Ottavia (riferimento alla città ragnatela di Calvino, che molti dicono sia Matera)
    + velatamente militante potrebbe essere “il sasso in mano”
    oppure “Ozio lentezza e nostalgia”
    🙂

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  3. Posted by Betta on 10 giugno 2013 at 08:50

    ….qualcosa tipo ” a casa” ?

    Rispondi

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