Ho aperto il B&B. A che pro?

vista sui sassi 2Questo è un blog di riflessioni sul turismo e di racconti, preferibilmente di viaggio. Non ho dunque intenzione di fare un post promozionale sull’apertura del mio bed and breakfast, mi limito a dirvi che da metà luglio vi aspetto a Matera e che è online la versione beta di un blog ad hoc dedicato alla mia piccola struttura, che troverete all’indirizzo http://labbabbioneisassi.wordpress.com. Chi vuole dare suggerimenti è bene accetto.

Prima di iniziare a narrarvi il mio viaggio a Sarajevo, cosa che inizierò a fare fra pochi giorni, mi preme una riflessione sul significato del Bed & Breakfast.

Ho scelto questo nome che è simpatico e anche ironico, per lo stesso motivo per cui anni fa quando aprimmo il progetto associativo di turismo responsabile lo chiamammo”il Vagabondo”. Il settore turistico si prende troppo sul serio, nel senso che si pensa quasi sempre solo al denaro, mai all’esperienza. Quella viene utilizzata solo per fini di marketing, una sorta di valore aggiunto, mentre dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi discorso. Finché chi si occupa di turismo lo fa partendo dal dato economico, non ci sarà grande spazio per un diverso modo di intenderlo.

Ufficialmente non è un’attività commerciale; la sua caratteristica rispetto ad altre strutture è che può essere aperto in genere solo 9 mesi all’anno, e che il gestore deve vivere in quel luogo o nei pressi. E’ dunque un’integrazione a reddito, come gli agriturismo. E come questi soffre del fatto che giorno dopo giorno,vuoi per le pressioni della domanda turistica, vuoi per un’offerta non sempre rispettosa dei dettami, vuoi per una legislazione permissiva e i controlli minimi o citofonati, il senso del B&B è cambiato.

Sempre più spesso chi apre un B&B e vive in quella casa è considerato dai turisti un marziano, un essere fuori posto. I turisti italiani oramai si sono abituati ai B&B che del concetto originario hanno poco o nulla, sono case vuote o stanze con ingresso autonomo. Che ovviamente è più comodo per tutti, ci mancherebbe. Ma dovrebbe essere considerata una delle possibili varianti, invece ho la sensazione che stia diventando la norma.

Personalmente nell’accogliere nella casa dove vivo, dove ci sono in bella mostra i miei libri e quant’altro, è lo sfizio di incontrare persone e percorsi differenti, con cui confrontarmi, offrire un letto e la colazione e farmi pagare il giusto. Il resto mi interessa poco.

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