Turismo, movida e tutti contro tutti. Vie d’uscita?

 

foto di patrizio del ducaNella città di Matera ferve il dibattito sul turismo in città e su una serie di problemi che contrappongono i vari attori presenti sulla scena. Ne approfitto per una riflessione su come i vari attori possono interagire (o meno) in una destinazione turistica, confrontandomi con la cronaca locale.

 

Gli argomenti di cui si discute maggiormente sono l’ordinanza contro la vendita di bevande in vetro dopo le 23, la nuova Zona a Traffico Limitato (ZTL) e i controlli per il rispetto delle occupazioni di suolo pubblico e sulle emissioni sonore.

 

In realtà vi sarebbero tante altre tematiche da trattare, dalla pessima accoglienza ai camper alle attività abusive, dalla mancata pulizia delle strade e dei sassi alla segnaletica selvaggia, passando per i troppi soldi investiti in promozione turistica; e via di questo passo. Problematiche tipiche di qualsiasi realtà che nel giro di pochi anni si ritrova a diventare un meta turistica e non ha ancora la maturità adatta per gestire il tutto.

 

In queste situazioni, rare eccezioni a parte, ognuno tende a tirare acqua al proprio mulino: il sindaco difende l’operato delle istituzioni a spada tratta; i commercianti si ergono a paladini dello sviluppo della città, con dichiarazioni tipo attività legali quali pizzerie, pub, alberghi e ristoranti contribuiscono a far girare l’economia della città(dichiarazione dell’estate 2012) e alzano la voce con la Confesercenti che chiude al dialogo con le istituzioni (dichiarazione del 23 agosto 2013). I cittadini ragionano ognuno per conto proprio, seguendo lo schema ideato da Krippendorf nel 1984, per cui maggiore è il grado di coinvolgimento lavorativo nel settore turistico, minore sarà la capacità di essere critici. Inoltre i cittadini vanno divisi fra chi vive nelle zone turistiche e chi le frequenta solo da avventore, viste le opposte esigenze.

 

I turisti subiscono quasi sempre in silenzio; al più qualcuno più zelante si rivolge allo sportello SOS turista, altri commentano singoli servizi sui portali web, sfruttando la tecnologia.

 

 

Fra i vari attori in campo, le istituzioni locali sono quelle che si sono maggiormente mosse in modo sistemico, come è ovvio, alternando prese di posizioni forti (vedi i controlli notturni in borghese nei locali per far rispettare le regole) ad altre pavide (vedi vicenda ZTL, quasi impalpabile a via del Corso o nei Sassi, oltre che senza sanzioni). Ciò ovviamente disorienta tutti e non aiuta; come fa strano sentir tessere le lodi per una città considerata fra le più sicure d’Italia (per indole dei materani, fondamentalmente) e poi emanare da vari anni un’ordinanza che vieta la vendita del vetro per motivi di ordine pubblico.

 

 

La “feroce” diatriba vede dunque, qui come altrove, le solite posizioni: da una parte i commercianti, che hanno l’abitudine di trovare sempre sbagliato le scelte delle istituzioni e criticano i cittadini che espongono lamentele nei loro confronti; dall’altro i cittadini, per i quali generalmente non esiste null’altro che la propria esistenza; in mezzo le istituzioni, che difendono sé stesse quasi in modo automatico.

 

Chi ha ragione? Nessuno direi, e in parte tutti. Il punto è proprio questo: o si trova a bocce ferme un’armonizzazione fra le diverse esigenze e posizioni, oppure si andrà sempre allo scontro frontale, in cui vince chi è più forte.

 

Tanto per capire i vari punti di vista, che cambiano al mutare della problematica in essere, ecco un riepilogo delle diverse posizioni in campo.

 

Sull’occupazione di suolo pubblico di bar e affini, i commercianti si lamentano che ci sono altre priorità da risolvere (pulizia strade, raccolta rifiuti, metodi non consoni, lungaggini burocratiche….) e invocano il “lasciateci lavorare”; le istituzioni o sono accusate di lassismo o di esser troppo severe, a seconda di chi le giudica; i cittadini se sono avventori si lamentano delle limitazioni, se invece sono passanti si lamentano degli eccessi (legali o meno che siano) perché non c’è modo di passare. I turisti difficile saperlo, sono sia avventori che passanti.

 

Sull’ordinanza che vieta di vendere bevande in vetro dopo le 23, sono tutti contrari, non fosse altro che di vetri rotti nei sassi ce ne sono sempre di più, tranne ovviamente il Comune che ha mutuato la delibera da città come Bologna dove la presenza di giovani universitari nelle vie del centro ha numeri totalmente diversi da quelli materani, oltre che dura 11 mesi e non 1.

 

Sui decibel, cittadini e implicitamente pure i turisti vogliono dormire sonni tranquilli. Inserisco anche i turisti perché visti i prezzi medi per dormire, siamo di fronte a un target medio-alto, certo poco nottambulo o discotecaro. Non disdegnano musica e altri eventi artistici di intrattenimento, ma gli cambia poco a che ora si fa, in fondo basta saperlo. Gli esercenti vogliono prolungare la serata; gli avventori approfittano del mese caldo e affollato per stare in strada a chiacchierare (poi c’è sempre il gruppo di amici che esagera e a notte fonda urla a squarciagola). Sul tema dei rumori ovviamente si potrebbero trovare tante altre situazioni moleste, dai rintocchi delle campane in orari improponibili alla cassetta della raccolta rifiuti porta a porta trascinata per le scale, ma andiamo avanti.

 

Sulla ZTL è un tutti contro tutti. Qua la differenza la fa non tanto l’appartenenza quanto la voglia di rispettare un luogo sì antico o meno. Entrano in gioco anche gli albergatori, che si schierano contro qualsiasi limitazione che possa scoraggiare il cliente.

 

Che fare, allora? Rassegnarsi allo sfogo fine a sé stesso? Stare sempre con la bile? Lasciar fare, evada come vada?

 

 

La presenza a Matera specie nel mese di agosto di un numero significativo di turisti e di escursionisti, cui si aggiungano i migranti che tornano per fare un po’ di vacanza nei luoghi natii è un dato che aumenta l’impatto nella zona del piano e dei Sassi, favorendo il crearsi di questi conflitti. Eppure Matera non ha i numeri di città come Barcellona, dove sì che la situazione innescata dall’accoppiata turismo-movida ha creato notevoli diatribe, non fosse che perché va avanti tutto l’anno.

 

Le pianificazioni più radicali ipotizzano massicci esodi: da chi vorrebbe far sloggiare gli abitanti dai centri storici a chi vorrebbe cacciare tutte le attività legate alla movida.

 

L’istituzione potrebbe e dovrebbe cercare mediazioni fra i vari attori, è l’unica in grado tecnicamente di farlo, ma cosa fa?

 

Giusto invocare il rispetto di un sito patrimonio UNESCO (il sindaco, 24 agosto 2013) ma a patto che tutto giri attorno a questo concetto, cioè che si rimetta al centro del pensiero politico il concetto di bene comune, cui tutti devono avere interesse a partecipare.

 

Se invece per una questione si invoca il rispetto e per altre no, allora siamo in presenza di un modo di fare che alimenterà solo polemiche, invece di stimolare atteggiamenti comuni. Ora sia chiaro che i provvedimenti un’istituzione può prenderli o in modo concertato o imponendoli; provvedimenti limitativi come le ZTL sono stati imposti in molte città, con conseguenti levate di scudi iniziali, a Napoli come a Ferrara. E poi dopo un po’ tutti felici.

 

Certo sarebbe meglio lavorare usando un metodo di lavoro partecipativo, ma per farlo non basta solo convocare tavoli tecnici o simposi; serve la voglia di fare tutti un passo indietro, mettendo al centro il bene del luogo, non dei singoli attori; riappropriarsi del significato di bene comune, cui tutti possono dare una mano.

 

Possibile? Tecnicamente sì, è successo altrove. Ma in pratica non bastano prese di posizione sui media, difese d’ufficio o attacchi generalizzati. Serve un percorso chiaro e trasparente.

 

Possibilmente senza ascensori di mezzo.

 

 

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2 responses to this post.

  1. Ottimo intervento, sergio. Ma prima di provare ad armonizzare gli interessi particolari e’ indispensabile riappropiarsi del significato di bene comune.

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  2. Caro Sergio, come hai ragione! Anche in questo caso ognuno tira l’acqua al suo mulino, come spesso succede, senza rendersi conto che il turismo, se ben praticato, può essere una risorsa preziosa: economica, ma non solo! e? anche una risorsa culturale, sociale, che può valorizzare il territorio in tutti i suoi aspetti. Ciò che importa è capire che il turista va accolto e reso responsabile, in modo che sia un attore in questo sistema e non un semplice cliente. Speriamo che anche a Matera possano capirlo presto… tu intanto con il tuo B&B sei sulla strada giusta! Complimenti 🙂

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