città candidate a capitale cultura e cittadinanza attiva

ecoc_logo_ENLa presentazione ufficiale delle città italiane che intendono candidarsi a capitale della cultura europea 2019 è imminente, e al di là di chi vincerà, è interessante capire cosa faranno in pratica. Per me che mi occupo di turismo responsabile, la cultura di un luogo è un aspetto importante, ma anche sapere che la cittadinanza è parte attiva dell’intero processo.

Questa riflessione non intende dunque entrare nei canoni della gara, fatti di lanci di immagine e di progetti, più o meno avvincenti, più o meno fantascientifici.

Bergamo2019-logoSono andato a curiosare fra alcuni siti ufficiali di alcune città candidate, scegliendo il criterio adottato dal sito parlamento24.eu, che ritiene avvantaggiate chi si è mosso con lungimiranza nel far partire il percorso di candidatura: Ravenna, Urbino, Siena, Palermo, Venezia e Matera. Ho poi escluso Venezia, che vede una diatriba fra disinteresse del Comune, il cui sindaco giustamente sottolinea che avere ancora più turisti non è uno scopo primario, e spinte imprenditoriali; e aggiunto Bergamo, che pure ci lavora da un po’ di anni, anche se con meno visibilità delle precedenti. Per le altre poi si vedrà.

Di certo in queste città si è avuto più tempo per far conoscere ai propri cittadini il senso della candidatura e di stimolarli eventualmente a partecipare in modo attivo. logo-palermo

Sul sito di Urbino, imponente e classicheggiante nello stile, al di là di belle parole usate per ricordare gli antichi fasti e fare qualche collegamento col passato, non emerge nessun particolare segnale rivolto alla cittadinanza, se non la raccolta fondi. E’ una candidatura che vede illustri personaggi coinvolti, a iniziare dall’ex ministro francese Jack Lan. Ma che non pare abbia coinvolto almeno in questa prima fase progettuale la cittadinanza, se non con un avviso in cui si dice di mandare progetti.

Il sito di Siena, al di là della grafica davvero insignificante, intende perseguire 3 obiettivi che nascono dall’esigenza di rispondere alle principali urgenze economiche e sociali della città:

  1. Creare nuovi posti di lavoro nell’industria culturale e creativa

  2. Sperimentare nuovi modelli di welfare

  3. Ridare spazio e rilevanza agli aspetti della democrazia aperta e dell’economia responsabile

 logo-matera Ma rispetto al coinvolgimento, al di là del riportare i criteri dell’Unione Europea, al momento è segnalato solo un progetto per le scuole che però appare il contrario di quel che cercavo: non cosa si pensa di fare nelle scuole, ma un modo per promuovere la candidatura nelle scuole. Lo stesso si può dire per il punto mobile, il cui unico scopo è informare i senesi.

Palermo ha, fra quelli visitati, il sito web più curato e di impatto, dove è ben visibile la possibilità di partecipare; si può scrivere cosa ci si aspetta dalla città, spazio che da circa 3 mesi ha raccolto 38 suggerimenti, che non sembrano poi tanti visto il numero di abitanti del capoluogo della Trinacria. Al gruppo di lavoro collaborano una quarantina di persone diverse, ognuna esperta di qualcosa, il cui elenco completo fa bella mostra di sé. C’è anche l’elenco dei soggetti  coinvolti nella candidatura, quasi 300 solo quelli giuridici.

Bergamo presenta un sito asciutto e professionale, in cui spicca la figura del presidente onorario nella persona di Ermanno Olmi. Vi è compreso l’elenco di tutte le realtà che supportano il progetto e ben in vista sono segnalati il coinvolgimento dell’università e della diocesi. Molto interessante il progetto di open mapping, lanciato una settimana fa, che invita i cittadini “a segnalare su una mappa interattiva i luoghi che secondo loro meritano di essere valorizzati, proponendo iniziative culturali da realizzare”. Questo come tutti gli strumenti telematici interattivi hanno senso se la partecipazione non è solo resa tecnicamente possibile, ma c’è un lavoro che spinge alla partecipazione. Bergamo ha promesso incontri nei quartieri e un lavoro di coinvolgimento degli studenti, ma l’impressione è che sia partito tardi, poiché si farà in tempo a inserire nel dossier solo poche idee giunte.

Matera ha puntato sul coinvolgimento dei cittadini tramite il lancio di una community on line, che ha raccolto attorno a sé 270 persone, delle quali una cinquantina risultano più assidui. Il sito è friendly, anche se per chi non è assiduo internauta non è facile restare aggiornati. Oltre 140 gli spunti pervenuti su cui ogni utente ha potuto dire la propria. Molto meno partecipati gli incontri de visu. In città si discute animatamente fra favorevoli e scettici, anche questo va considerato un risultato interessante, in questa fase.

logo-ravenna

Ravenna ha un sito molto curato in cui è subito evidente la possibilità che hanno avuto i cittadini di dire la propria, tramite un open call durato da marzo a ottobre 2012, in cui i cittadini erano invitati a presentare progetti sulla base di una griglia di indicatori, fra cui sono stati selezionati alcuni che dovrebbero esser stati inseriti nel dossier. Fin dal 2010 si sono svolti incontri pubblici, che sono proseguiti per indagare e discutere i macrotemi prescelti (Cinquetracce, dialoghi per la candidatura di Ravenna).

Le differenze dunque non mancano, e da operatore di turismo responsabile spero che vinca una città che avrà ben lavorato sulla partecipazione attiva dei cittadini e del tessuto sociale, perché ciò sarà un’ottima premessa per dei viaggi esperienziali basati sull’incontro. Da cittadino plaudo a Ravenna e Palermo, ma anche a Matera si sta facendo un lavoro partecipativo interessante.

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