A Matera c’è Materia

Di ritorno da un convegno molto interessante a Bergamo, dedicato alle città rivisitate in chiave turistica (di cui DSC_3012parlerò nei prossimi giorni) sul blog, mi è giunto il messaggio di una socia della nostra associazione che mi avvisava che aveva organizzato nella sua bottega (il laboratorio orafo Materia, nel cuore del Sasso caveoso, tappa che qualsiasi viaggiatore che si rispetti dovrebbe ricordarsi di fare) una serata di cui non ho capito per niente il contenuto ma mi è piaciuto il messaggio, in cui era racchiusa l’essenza della serata. Parlava di arte, di viaggio e di bacche e frutti raccolti durante il cammino.

Se c’è un motivo per cui l’associazione il Vagabondo è nel mio cuore non è tanto l’averla fondata tanti anni fa (il progetto risale al 1997 poi ufficializzato nel 2000) quanto per il fatto che anno dopo anno troviamo nuovo soci che condividono con i fondatori questa passione per la cultura di viaggio, declinata quindi alla maniera del turismo responsabile, una passione fatta anche di incontri con altri viaggiatori che vengono a trovarci, per condividere con noi parti del loro cammino.

il laboratorio Materia

il laboratorio Materia

Un viaggiare non invasivo, che sappia ascoltare, che sappia rispettare, che non ponga i soldi come unico mezzo di relazione.

La serata si è svolta in modo molto semplice, i nostri amici Lela e Michele, artisti orafi e lignei lucani, non hanno avuto il tempo di fare un’adeguata promozione eppure tanta gente si è affacciata nel loro piccolo quanto intenso laboratorio artistico.

DSC_3170Ad aspettarci c’era un signore dall’aspetto simile ai pittori impressionisti; barba rossa lunga, basco in testa, nome d’arte Nanga re, francese trapiantato in Sicilia, Francois all’anagrafe.

Un uomo semplice, saggio, profondo, che ci ha raccontato il suo particolare modo di viaggiare, fatto di silenzi, di attese, di solitudine, di ascolto, di rispetto verso la madre terra. Ma anche l’essere accolto dalle persone del luogo, nei modi e nei tempi da loro decisi.

Un uomo che porta con sé le collane che crea unendo gli elementi della natura che trova nei suoi viaggi, bacche, foglie arrotolate, semi, bucati e fatti seccare.

collanaStorie di viaggio, storie di chi ha capito cosa significa andare rispettando, senza fretta, senza pretese.

E oggetti che sono delle autentiche opere d’arte, uniche come lo sono i pezzi che le compongono, ognuna non la sua storia, i suoi ingredienti, la sua energia.

Per chi fa turismo responsabile, incontri come questi rendono decisamente più di tanti vacui spostamenti.

Grazie Lela, grazie Michele.

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