arriva la Bruna. Una riflessione preliminare su come cambia il rito

Mentre la Coldiretti fa notare come le attività turistiche italiane sono in media le più care del mediterraneo, a Matera con l’accensione delle luminarie si è entrati nel vivo dell’attesa per la festa patronale, il giorno più importante per la comunità locale: la festa della Bruna, il 2 luglio.

(le foto sono di Andrea Semplici, seguite la Bruna sul suo blog o su FB, ve lo consiglio)

semplici luminarie

Una festa antica, giunta alla sua 625a edizione, il giorno più lungo dei materani, come recita l’oramai tradizionale slogan vista la durata che va dall’alba fino all’una di notte, impreziosita dallo strazzo del carro, il tradizionale assalto che permette ai giovani del luogo (e non solo) di provare a portarsi a casa un pezzo del carro, pregiato o meno che sia. Una festa intensa, emozionante, con delle decisioni da parte degli organizzatori che non mi convincono del tutto, come l’intenso uso della polizia e dei loro manganelli per “difendere” il carro; le transenne antipanico; l’ordinanza che vieta di strappare il carro in anticipo attiva dal 2010; più in generale la sempre maggior attenzione alla spettacolarizzazione della festa a scapito della vivacità e dei desiderata di coloro che la festa la vivono da sempre come una festa partecipata e popolare.

semplici_protesta celerini

Nel 2012 oltre ai pesanti fischi al passaggio dei politici, durante la processione dei pastori diversi striscioni di protesta avevano fatto la comparsa lungo il tragitto, prendendosela col comitato e col sacerdote che se ne occupa in prima persona
Nel 2013 le proteste sono state ancora più esplicite, dovute a una serie di divieti, fra cui quello di sparare i botti come da tradizione durante la processione dei pastori.semplici_protesta

I vari cambiamenti mi danno lo spunto per una breve riflessione che anticipa uno dei libri su cui lavorerò alla stesura quest’estate, dedicato all’annoso problema delle feste popolari che cambiano per esigenze turistiche. E a cosa si può fare per cambiare senza snaturare.
Un libro che vuole riprendere gli studi sociali su questo problema, presentare alcuni casi che ho conosciuto di persona in questi ultimi anni in giro per il Sud Italia, e provare a suggerire come provare a coniugare la tradizione, le esigenze della comunità locale e la voglia di rendere gli eventi sempre più appetibili.

La festa della Bruna, dunque.
Ogni anno c’è qualche novità, alcune sono restrizioni antipatiche ma dovute a situazioni contingenti, come la decisione di vietare la possibilità di passeggiare per strada, dovuta al fatto che in passato alcune persone hanno fatto imbizzarrire gli animali, che hanno ferito delle persone che si sono poi rivalse con il comitato organizzatore.
Servirebbe una legge nazionale che esonera gli organizzatori dalle pretese di chi ha intenzione di partecipare in modo rischioso a un’iniziativa popolare.
Ma torniamo ai cambiamenti che più mi interessano: dall’anno scorso uno dei riti più personali e privati della festa, la vestizione del generale, è stata spettacolarizzata e si tiene in uno dei luoghi più in vista del capoluogo lucano, il palazzo Lanfranchi.

generale 2014

http://www.festadellabruna.it/it/gallery3.html#!prettyPhoto%5Bgallery2%5D/4/

La decisione, riportarono i giornali dell’epoca, fa presa perché oramai troppa gente si recava presso l’abitazione del generale e si era persa quell’atmosfera di vicinato e familistica che la caratterizzava.
Un tempo il generale, colui che guiderà i cavalieri della bruna in lungo e in largo durante la festa, veniva “vestito” a casa, e i vicini cucinavano per i pochi presenti.

generale_in casa
Ora invece ecco che il rito si tiene in piazza, per permettere a tutti i visitatori e i curiosi, di apprezzare questo momento.
E’ stata una buona idea? Si potevano trovare altri espedienti? Si è tramortito un rito o gli si pè dato maggiore respiro?

Questo sarà uno dei paragrafi del libro, nei prossimi giorni mi documenterò al meglio sui motivi che hanno spinto il comitato a questo cambiamento, intanto se volete dire la vostra siete i benvenuti, io vado a vivermi la Bruna, che nonostante ciò prova a resistere e ad essere una festa popolare

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