Cosa ci dovrebbe insegnare il Presepe vivente materano

shop goremePrima di concentrarmi sulle lezioni da tenere in giro sul turismo responsabile, un doveroso commento critico di un evento privato denominato “Presepe Vivente”.
Quest’anno traslato subito dopo capodanno e dislocato lungo tutto il centro antico, 30.000 paganti, alcuni operatori ben contenti e altri scettici. E cittadini e altri turisti che ne hanno pagato i disagi. Non un bel modello, direi.

L’evento mi permette alcune riflessioni sui pericoli legati agli eventi turistici e al tipo di turismo che si vuol far arrivare in una destinazione. Ovviamente prendo il Presepe vivente solo come spunto.
1 – Un evento nel centro di una città non può essere organizzato come se si stesse invogliando la gente, tanta per giunta, ad andare in un luogo isolato creato ad hoc per gli eventi. Cioè non si tratta di far organizzare in modo tecnicamente sufficiente l’evento ma bisogna capire se sia il caso o meno di farlo fare in quel luogo. A Matera l’unico vincolo imposto è il non far accedere all’interno del percorso più di un tot di migliaia di persone al giorno. Il resto, cioè tutto quello che accade all’esterno, l’impatto sulla città, sembra non contare. E ciò non va bene. Né ci si può giustificare dicendo che si è fatta adeguata informazione.
presepe-vivente-2015 scena2 – Promuovere eventi che richiamano altri luoghi è un gioco pericoloso, più di quanto si pensi e più del far girare un film. Il turismo funziona per immagini, vera o falsa che sia. Una volta creata un’immagine all’esterno è difficile cambiarla. Sicuri che alla comunità locale e al turismo materano faccia bene questo continuo rimando a Betlemme? E perché non i Flintstones, come accaduto in Cappadocia? L’idea che qualsiasi evento sia buono per veicolare l’immagine di una città è una sciocchezza. Dipende da cosa si va proponendo: se è un tratto essenziale antico o moderno legato alla città è un conto, se no si sta fittando un set, e in tal caso meglio non dargli troppo risalto.
3 – A Matera non esiste ancora alcun monitoraggio degli eventi e del turismo in generale, per cui ognuno può dire quello che vuole, tipo: alberghi pieni grazie all’evento. Eppure un’analisi più dettagliata permetterebbe di avere un quadro più preciso su quanto accaduto. Solo io ho incontrato guide esauste e disperate perché oltre a lavorare con gruppi da 50 (vietato per legge) erano costrette a fare tutti lo stesso percorso, manco stessero alla catena di montaggio?. Solo io ho raccolto pareri di albergatori che sono stati pieni a prescindere da questo evento? (e pure dal simpatico evento di capodanno). Solo io sono preoccupato perché dubito che i ristoratori che hanno fatto apertura continua abbiano pagato decentemente gli straordinari ai propri dipendenti? E ancora, solo a me son venuti a lamentarsi la gran parte delle attività artigiane che non si trovano nella zona alta del caveoso? Ovviamente non ho fatto alcuna indagine statistica, al momento raccolgo impressioni. Ma appunto per fare un’analisi di un evento così grande non serve sparare frasi di felicità comuni a casacccio, servono dati puntuali.
matera-presepe-vivente4 – Può un evento privato occupare un intero centro storico per oltre 7 ore al giorno, 4 giorni di seguito? L’ottima campagna di marketing ha sottolineato che questo evento è il più lungo del mondo, nel senso che i visitatori hanno dovuto camminare per 5 chilometri per raggiungere le varie postazioni sceniche. L’organizzazione avrà pagato un’adeguata occupazione di suolo pubblico lunga 5 chilometri? O è da considerare un fatto normale questo tipo di attività? Quasi quasi  organizzo un festival sui flintstones e per una settimana in tutti i sassi faccio girare figuranti vestiti da cavernicoli, non permettendo a nessuno di passare perché sto facendo un grande evento. Figo no?
bar_Goreme25 – Non è ipotizzabile che il privato ci guadagni e il pubblico deva pagare le problematiche. Un evento che prende soldi pubblici (svariate decine di migliaia di euro); ne introietta tramite la bigliettazione altri 150.000, più altri da sponsor privati; non ha pagato nessuno dei volontari e dei figuranti (ci han tenuto a sottolinearlo). Eppure non è stato previsto nulla fuori dal percorso e le beghe legate all’afflusso di bus e auto era a carico della comunità. Ma perché?
6 – A Matera non servono grandi eventi a casaccio, servono eventi di qualità collegati alle peculiarità della città, capaci di portare un pubblico attento e consapevole. La turista che in quei giorni mi ha chiesto dov’era un noto e stimato ristorante dei sassi e dopo poco mi è riapparsa davanti urlando che era uno schifo, poiché situato dentro una grotta non è il tipo di turista di cui Matera ha bisogno.
marciapiedi7 -Non c’è scritto da nessuna parte che qualsiasi idea che muova i soldi vada bene. Evitiamo di abituarci a un tale ragionamento, in nome del quale saranno sempre più le eccezioni che si permettono (vedi quando cementificarono i marciapiedi dei Sassi per garantire l’edizione 2013) piuttosto che cercare altre strade.
8 – Bisognerebbe evitare di fare grandi eventi privati in pieno centro e lasciare alle attività tradizionali tale possibilità.
9 – L’idea che poiché l’economa è girata quindi ben vengano le prossime edizioni dello stesso evento significa arrendersi al non poter pensare di fare cose diverse. E invece bisogna anche saper dire no. Qualche edizione addietro il Presepe si è svolto in forma minore e non ha dato grande fastidio a nessuno. Cosa impedisce di rifarlo in tal modo? O di non farlo fare e dare spazio ad altre attività più consoni con la città?
10 – Prima di autorizzare qualsivoglia evento, una città convoca tutti gli attori, valuta il da farsi e poi dopo ragiona sui singoli eventi. Analisi e programmazione, questa è la sfida che Matera deve cogliere.

 

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