Perché Airbnb è al passo coi tempi

Al di là delle doverose critiche e delle problematiche rivolte a portali come Airbnb, mi sembra doveroso sottolineare un fattore che sfugge a troppe analisi su questo fenomeno: il perché piace sia a chi ospita che a chi viaggia. Dal mio punto di vista questi modelli offrono, nell’era della precarietà, una doppia opportunità.

Nell’epoca della grande crisi e della precarietà dilagante in cui viviamo, Airbnb coniuga la voglia di non perdere uno status acquisito (poter viaggiare), la necessità di fare cassa tipica della generazione precaria (fare gli host) e quell’accettazione a una vita (e a un viaggio) senza troppi fronzoli.

imageÈ il trionfo del bagno condiviso, del venirsi incontro sugli orari di arrivo e partenza, del dormire in stanze vissute da altri, dello spendere poco e dell’essere stufi della burocrazia.

Ovviamente ciò non fa di Airbnb una ditta di benefattori: hanno il merito di aver Intercettato una consistente fetta di mercato, ne hanno interpretato le esigenze in due direzioni (host and guest) e han proposto un business basato su un marketing che usa parole chiave di questa società (es. sharing) con un’accezione molto sui generis e discutibile. E dentro portali del genere ci puoi trovare anche speculatori, evasori e via diecndo. Le critiche che l’amico giornalista Luca Martinelli puntualmente compie sulle colonne di Altra Economia sono tutte condivisibili e quei problemi vanno risolti, ma quella che vi racconto è un’altra storia.

E ve la racconto perché ho iniziato a essere un tipico host Airbnb prima che ancora tale piattaforma nascesse!

Mi spiego meglio.

Quando ero ancora studente universitario, parliamo di oltre 15 anni fa, proposi ai miei coinquilini di organizzarci per affittare a turno una delle nostre stanze. Eravamo tre studenti abbastanza squattrinati e per riuscire a pagare affitto e utenze ogni mese era un problema.image

La cosa funzionò. Ovviamente era una possibilità che davamo solo ad altri studenti, amici di amici, in cerca di un alloggio a buon mercato.

CI andavamo bene tutti. Il bagno era in comune; la stanza prescelta veniva liberata parzialmente e messa in ordine, a turno uno di noi andava a dormire altrove, possibilmente dalla partner, e gli altri facevano accoglienza.
Un successo, tanto che in breve creammo una piccola rete di alloggi per studenti.

Scrivo questi appunti dalla camera dove sono ospite, prenotata tramite Airbnb. Una camera chiaramente vissuta, con foto appese, libri e quant’altro. Probabile che sia di qualche figlio cresciuto e ora andato via per studi. Ricorda le nostre stanze dell’epoca. Piene di storie e di emozioni appese alle pareti. Lo stesso mi è capitato dormendo in un altro alloggiimageo Airbnb, un salone diviso in due da un mobile, zona letto per me e zona panni stesi per la proprietaria. Che vorrebbe aprire un b&b ma servono 1000 euro per fare un nuovo bagno, togliendo spazio a chi abita in questa accogliente dimora.

Grazie a questa piattaforma torna dunque in auge quel che coi bed and breakfast si sta perdendo, a furia di scimmiottare gli hotel. Questo modo di ospitare restituisce dignità all’ospitalita senza troppi fronzoli, qualcosa di impensabile per le leggi in vigore oggi in Italia, dal bagno che deve essere tutto per gli ospiti alle confezioni monodose per le colazioni…

Sono in tanti che cercano questo tipo di alloggi, per fortuna direi. Meglio di chi vuole spendere poco ma ricevere tutti i comfort; di chi continua a viaggiare con la puzza sotto al naso (noi italiani su questo siamo imbattibili); o di chi storce il naso perché tu gestore abiti proprio in quella casa. Airbnb dunque permette al turismo di tornare a mostrare il suo volto umano, quello dell’incontro. image

Un precario, un genitore divorziato, un single, un’associazione o start up giovanile che non ce la fanno a reggere i costi dell’affitto con airbnb hanno la chance di restare a galla, unendo a qualche introito anche la socializzazione a prezzo zero.

Il messaggio che i tanti host implicitamente lanciano al resto della società è: lasciateci sopravvivere in santa pace. Io lo trovo un messaggio sacrosanto.

P. S. Con questo post non voglio giustificare chi ne approfitta per fare ospitalità a nero, nè chi si riempie la bocca di belle parole per autogiustificare il proprio operato al di fuori dalle regole. E ci sono portali ben più interessanti in tema di ospitalità che seguo o di cui faccio parte.

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