Archive for the ‘Scritti di viaggio’ Category

La Luna e i Calanchi – un festival intenso per chi non ha fretta

Sperso nei vicoli del centro antico di Aliano, nella zona che affaccia su una fila di grotte scavate nella roccia argillosa, una fisarmonica che riempie l’aria calda di questo pomeriggio agostano cattura la mia attenzione.

foto di Andrea Semplici

foto di Andrea Semplici

Meglio andare in un paese lucano e imparare a potare un albero e fare un caciocavallo, piuttosto che stare in fila a Ibiza con la ciotola dei divertimenti fra le mani.

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2- Bari – Dubrovnik

Nel porto di Bari, anonimo come tutti i porti che ho conosciuto, Foto-0034conosco Aldo, esperto dei paesi dell’est Europa perché da anni va in giro a comprare scarti di cuoio e similari per rifornire aziende pugliesi. Conosce Dubrovnik, mi dà le dritte su dove si trova la stazione degli autobus internazionali e mi rassicura sul fatto che i biglietti si possono fare direttamente sul posto, sperando ce ne siano ancora di liberi ovviamente. Lui va a Mostar, la città del ponte distrutto e ricostruito.

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Verso il porto – Partenza

Quando inizia un viaggiofoto di Emanuela Vita?

Per me, quando mi lascio alle spalle la casa e sento chiudersi dietro di me il portoncino verde che affaccia sui Sassi.

Lo zaino pesa, ma avrò senza dubbio dimenticato qualcosa. O almeno, questo è quello che mi ripeto ogni volta.

Assieme al timore, fisso, di arrivare in ritardo, di aver sbagliato giorno, di non aver con me il biglietto…

Per arrivare al porto mi offre un passaggio una viaggiatrice che sta raggiungendo amici al mare poco più a sud; i tempi coincidono, finiamo dopo diverse peripezie in una caletta senza nome, immagino nota solo a chi vive in zona. Meglio così. Mai dare troppe indicazioni ai turisti!

Foto-0033Al porto di Bari le indicazioni sono invece chiare: imbarco Albania, piano terra; imbarco Croazia e Montenegro: primo piano. Salgo su, volti stranieri in attesa e un bar aperto.

Dopo mezz’ora gli uffici sono ancora chiusi, eppure ricordo che mi han detto che doveva essere già aperto da tempo l’imbarco. Chiedo a una donna delle pulizie, lei mi guarda stupita e mi dice che gli imbarchi sono solo giù. Le scritte, evidentemente, un optional.

E’ tempo di riattraversare di nuovo l’Adriatico, il viaggio è bello che iniziato.

Compartir el coche

Una della attività che più mi sono piaciute in questo viaggio è stato compartir el coche, cioè viaggiare a bordo di un auto che faceva il mio stesso tragitto e il cui autista grazie al web aveva messo un avviso in uno dei tanti siti specializzati in questa attività.

Eravamo io, un gallego che andava a fare una sorpresa alla sua ragazza, e il guidatore, un giovane valenciano dalla guida accorta (vedi ad es. siti come: http://www.blablacar.it).

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Un turista (responsabile) a Barcellona

La rambla, sciami di turisti della generazione low cost e abili borseggiatori;
nugoli di poliziotti schierati con le camionette per diminuire un po’ le alte statistiche relative ai furti.
Il disordine ordinato dei modernisti, Gaudi in testa;
il palazzo della musica, grazie Pina per avermelo suggerito.
La nina Claudia, reina de su casa.
la musica dal vivo in un parc de Guell assolato, con vista sul mare;
il bus del barrio per arrivarci, dove autisti e utenti si conoscono e si salutano per nome.
Le interessanti realtà di turismo responsabile;
l’ubriaco che parla italiano e inneggia anche lui all’indipendenza;
scritte bilingue ovunque.
Stradine secondarie nel barrio del Raval, con bimbi che giocano a pallone;
l’avventura nascente degli amici della xarxa di turismo responsable;
il ricordo della rivolta della Barceloneta contro lo sviluppo selvaggio del turismo e i danni che ne son derivati.
L’antico barrio della Grancia, un dedalo di viuzze incantevoli, frequentate per lo più da gente del luogo;
lotte sociali e prezzi popolari.

Lo sguardo brillante di chi crede in ciò che l’appassiona

Recuerdo de Madrid

Il freddo secco e il caldo della fiducia
I mandarini dell’accoglienza
Las amigas de las amigas di Sara, e la pazienza nel cercar di capirmi
La semplicità dei gesti e dei volti
Las tapas y las cañas
Il labirinto sotterraneo, sempre pieno di gente, di treni, e pure di polizia
Adorabili smorfie, nutrienti sformati.
L’inimitabile stile banalizzante della fiera del turismo
Los indignados, che ora lavorano nei barrios
Le lacrime del Guernica
Affettuose premure e compratori d’oro
Il locale contro la guerra, nel quartiere multiculturale
E il tuo sorriso, canterino